Proteggere il piede diabetico

Le ulcerazioni delle estremità inferiori sono una frequente conseguenza dei danni che il diabete, con l’eccesso di glucosio in circolo nel sangue, provoca a vari organi. Nel caso dei piedi, si verifica una neuropatia o un’ischemia, ossia una condizione di sofferenza a nervi o a vasi sanguigni e tessuti, che espone a un aumentato rischio di ulcerazioni, con notevole difficoltà a guarire.

Quindi, le persone che soffrono di diabete a stati avanzati devono prestare particolare attenzione all’aspetto della pelle dei piedi: non a caso dal 1990 l’American diabetes association ha inserito tra gli standard del trattamento del diabete mellito anche l’esame del piede.

Le persone con diabete non dovrebbero esporre i piedi a temperature troppo elevate, limitando anche le immersioni in acqua calda e non usando borse dell’acqua per riscaldare i piedi. Per la cura delle estremità, si deve prestare attenzione a non ferire la pelle o le unghie con lime o forbicine. Per il trattamento dei calli, duroni e vesciche è meglio rivolgersi a un podologo.

Le calzature strette vanno evitate e le scarpe nuove devono essere adattate gradualmente al piede. Se, nonostante queste precauzioni si forma comunque l’ulcerazione, è possibile rivolgersi a personale infermieristico per un trattamento a domicilio.

Può essere infatti necessario rimuovere senza rischio le aree già necrotiche, drenare eventuali raccolte di pus e ammorbidire con acqua ossigenata o altra soluzione disinfettante le zone infette. Una volta che si ottiene una ferita rosea, è bene coprire con una garza sterile da proteggere con benda a striscia o tubolare, senza comprimere troppo. Medicazioni più approfondite o con ulcerazioni più serie devono essere effettuate in ambiente ospedaliero, ambulatorio o day hospital.

I commenti sono chiusi, ma i riferimenti e pingbacks sono aperte.