lean thinking sanità

Lean thinking in sanità: più efficienza e meno sprechi

Sembrava ad uso e consumo delle sole grandi industrie, per imitare i metodi che avevano portato i giapponesi della Toyota alla ribalta mondiale negli anni Cinquanta. Poi, però, si è capito che il lean thinking, ovvero l’approccio del “pensiero snello”, è applicabile nelle imprese di ogni dimensione, quale che sia il core business di riferimento.

Lean, tradotto nel linguaggio pratico, significa razionalizzare, velocizzare e ottimizzare i processi aziendali. Limitare gli sprechi di tempo e di risorse, migliorando la produttività e i servizi offerti. Non è uno strumento, ma un modo di fare. Non è un caso che, col passare degli anni, il concetto di lean production si sia evoluto e sintetizzato, appunto, in lean thinking.

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Foto da emmausonline.it

Nei più svariati ambiti, anche negli ospedali, nei poliambulatori e nelle ASL sta crescendo interesse per questo modello organizzativo. Realtà come Afea, specializzate nell’IT e nella consulenza gestionale, forniscono alle aziende sanitarie soluzioni “snelle”, che non comportano grandi investimenti e sono utili per far fronte alla carenza di risorse economiche.

Lean thinking in sanità significa applicare un modello di gestione che integri la componente medica con quella strategico-amministrativa. Le soluzioni di lean thinking permettono di identificare cosa vale e cosa no all’interno del flusso di erogazione dei servizi, per migliorare e facilitare l’esperienza del paziente durante il suo percorso ospedaliero. Adottare la prospettiva dell’utente finale significa migliorare il rapporto con lui.

Il lean thinking in sanità prevede:

  • mappatura e agevolazione dei flussi dei servizi e delle forniture
  • gestione più efficiente delle risorse umane; quelle liberate da una migliore disposizione non vengono tagliate ma riutilizzate
  • individuazione delle attività inutili o improduttive
  • abbandono dei vecchi modelli organizzativi e gestionali
  • miglioramento continuo delle performance seguendo la logica dei piccoli passi e della flessibilità.

Il primo caso di “sanità snella”, ovvero il Virginia Mason Medical Center di Seattle, che dal 2001 ha adottato questo ’approccio con risultati straordinari – sono stati risparmiati milioni di dollari e ridotte del 50% le attese dei pazienti – testimonia la bontà del lean thinking in sanità.

In Italia, le esperienze di “sanità snella” più importanti sono dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e dell’Ospedale Galliera di Genova. Da alcuni anni esistono anche Master universitari di specializzazione in “Lean healthcare management”.

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